GLI UOMINI DELL’ ARANCIO AMARO

GLI UOMINI DELL’ARANCIO AMARO

Le figure maschili presenti nell’Arancio Amaro in qualche modo restano sullo sfondo del romanzo anche se in alcuni momenti possono sentirsene protagonisti. C’è il campiere figura forte e controversa di mafioso, ma l’amore per Sabbeda è qualcosa di innovativo, lo riscatta in qualche modo.

Il baruneddu D’Amelio è un verme fino alla fine. Ha ereditato dal padre mentalità e carattere. Il padre che ha sperperato il patrimonio di famiglia. Il figlio però ci mette del suo, è un carattere cattivo, lo vediamo in tante situazioni non solo nello stupro di Sabedda, ma anche come si comporta con la sorella, praticamente l’abbandona, anche se lei poi trova un galantuomo nell’avvocato che l’accoglie come figlia anche legalmente. Lui continua ad essere fino alla fine il tipo arrogante che è sempre stato,forte del suo titolo.

Carlo Cangelosi sarebbe potuto diventare un buon padre per Carlotta se ne avesse avuto il tempo. Non abbiamo avuto il tempo neanche noi di conoscerlo bene, sappiamo solo che amava il suo lavoro di farmacista, che era felice all’annuncio della nascita di Carlotta.

L’avvocato Calascibetta, amava in silenzio la vera nonna di Carlotta e sente verso questa ragazza un vero affetto, come se fosse sua nipote, la guida, le dà dei consigli e fino alla fine per lei resta una certezza in mezzo a quel deserto di punti di riferimento scomparsi. Però anche lui è una figura particolare. Non prende posizioni, lui sa e non sa , non ha la certezza delle cose, dei fatti, immagina soltanto.

Bartolo, il padre di Sabedda è il massaro di casa D’Amelio, figura anche lui sbiadita ,che afferra come una corda di salvezza, quello che don Calogero e la “currera” gli suggeriscono di fare per sua figlia.

Author: Lettrici x passione

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