Giovanissimi / Alessio Forgione e Nova / Fabio Bacà

Riepilogo dell’incontro del 15/10/2025

Giovanissimi / Alessio Forgione

Stile narrativo controverso Il romanzo ha suscitato opinioni contrastanti, con una maggioranza di lettori che lo ha trovato difficile da leggere a causa della sintassi frammentata e dello slang napoletano adolescenziale. Alcuni hanno definito la lettura “nervosa”, mentre altri hanno apprezzato la scelta stilistica come fedele rappresentazione del pensiero di un quattordicenne.

Ritratto realistico dell’adolescenza È stato riconosciuto il merito di Forgione nel raccontare con autenticità la vita di un adolescente nella Napoli degli anni ’80 di un rione popolare, diviso tra scuola, spaccio, calcio, relazioni e il dolore per l’abbandono materno.

 Narrazione senza giudizio morale Il romanzo non condanna i personaggi, ma li osserva con empatia. L’amico Lunno, che coinvolge il protagonista nello spaccio, viene visto come un aiuto economico. I compagni di squadra, coinvolti in atti criminali, suscitano solo tristezza. Il protagonista non giudica, ma comprende.
Un finale che divide Il finale è stato percepito da alcuni come frettoloso ma coerente, mentre altri hanno lamentato l’assenza di uno sperato riscatto sociale.

☄️Nova / Fabio Bacà

Un romanzo “strano” Il gruppo ha definito Nova un romanzo insolito. La prima parte ha divertito, soprattutto nei dialoghi tra i coniugi ma, dopo aver superato la storia di Diego, è iniziato a serpeggiare il malcontento. 

Violenza e incomprensioni Il tema della “violenza necessaria” ha diviso i lettori. Alcuni hanno trovato il romanzo ironico e godibile, altri lo hanno paragonato a Fight Club in versione toscana, ma meno incisivo. Scene come quella della pineta sono apparse poco chiare e prive di impatto narrativo.

Linguaggio ricercato L’uso di termini “alti” ha generato opinioni opposte: per alcuni è stato un esercizio stilistico fine a sé stesso, per altri un’occasione per arricchire il vocabolario.

Personaggi in chiaroscuro Sono stati apprezzati il primario e il figlio astrofilo. Il monaco Diego, pur interessante, è stato criticato per la sua funzione narrativa troppo evanescente. Il protagonista Davide ha suscitato un acceso dibattito: letto in chiave ironica è divertente, altrimenti la sua indecisione è risultata frustrante.

Un finale ambiguo Il finale lascia aperta la domanda: Davide riesce o no ad abbracciare la violenza? Riesce perciò a cambiare come personaggio oppure rimarrà sempre incapace di agire?

Il significato del titolo Il gruppo si è interrogato sul titolo Nova: è un riferimento al figlio astrofilo di Davide? O un simbolo della inevitabile violenza nell’essere umano? Siamo come  nane bianche che quando si incontrano sono destinate a scontrarsi in un’esplosione formando una nuova stella (nova)? Non siamo giunti a una spiegazione soddisfacente.

Author: GDL Cerro al Lambro

Siamo un piccolo gruppo di 25 persone che si incontrano un mercoledì sera al mese in biblioteca per discutere dei due libri scelti il mese precedente. Oltre alle discussioni ci piace consigliare libri, podcast, film inerenti ai temi dei libri letti. Ci piace affrontare argomenti diversi di narrativa perciò non abbiamo un genere preferito. Se ti abbiamo incuriosito passa a trovarci!

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