Perché intitolare un gruppo di lettura sulle storie del cibo Il riposo della polpetta?
Ho fatto riferimento al libro dello storico Massimo Montanari che si intitola appunto Il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo.
Nel libro si dice che:
il riposo delle polpette assomiglia molto a quello che succede nella nostra mente quando elaboriamo le idee. Le idee sono il risultato di esperienze, incontri, riflessioni, suggestioni: tanti “ingredienti” che si mettono insieme e producono pensieri nuovi. Ma prima che ciò accada è utile far riposare quegli ingredienti, dargli il tempo di depositarsi, amalgamarsi, rassodarsi. Il riposo delle polpette è come il riposo dei pensieri: dopo un po’ vengono meglio.
La cucina non è solo il luogo in cui si progettano sopravvivenza e piacere. La cucina è anche un luogo ideale dove allenare la mente. Osservare i processi di cottura, le trasformazioni della materia sotto il calore del fuoco, le regole degli accostamenti, l’ordine e la sequenza dei gesti, può aiutarci a riflettere sulle regole che governano l’esistenza quotidiana, su quello che accade ogni giorno intorno a noi, sul nostro rapporto col mondo, con gli altri con noi stessi.
Cucinare non è una pratica minore, ma stimola l’intelligenza.
Cucinare e in senso lato tutto ciò che ha a che fare con il cibo, non solo costituisce un decisivo tassello del patrimonio culturale di una società, ma in molti casi rivela meccanismi fondamentali del nostro agire materiale e intellettuale.
La cucina può essere così assunta come metafora della vita, a meno che non ammettiamo che la vita stessa sia una metafora della cucina.”
Diciamo che siamo ciò che mangiamo sia in fatto di cucina che di libri.
Le citazioni intorno al cibo contenute nella letteratura di tutti i tempi sono tante quanto la fame che ci fanno venire.
Se ci facciamo caso, quasi in ogni libro che leggiamo è contenuta una citazione legata al gesto del mangiare, del banchettare, del vivere un momento di condivisione.
Questa relazione cibo-letteratura è una relazione che dura da secoli, senza pause di riflessione né tentennamenti.
Se partiamo dall’alba della letteratura, troveremo per esempio il libro della Genesi: la cacciata dal Paradiso terrestre ha al centro la mela.
E così si inizia alla grande. Andando avanti sempre nei libri sacri non si fa fatica a ricordare scene che parlano di cibo: dalla moltiplicazione dei pani e dei pesci, dalla trasformazione dell’acqua in vino fino all’ultima cena.
Uscendo dall’ambito religioso, arrivando ai racconti epici, incontriamo una grande quantità di pietanze che basterebbe a sfamare i protagonisti di tutti i romanzi scritti fino ad oggi.
L’ Odissea inizia con Ulisse a cena dal rei Feaci Alcinoo.
Per scendere nell’Ade e poter parlare con l’indovino Tiresia, deve offrire latte e miele ai defunti e sacrificare per loro un montone e una pecora nera.
Arrivando ai nostri tempi, possiamo pensare alle sogliole alla mugnaia di Virginia Woolf, agli spiedini di carne raccontati nel Dracula di Bram Stoker, al timballo di grano saraceno delle pagine del Dottor Zivago o alla Victoria Sponge Cake di Jane Austen.
Nei romanzi si mangia, questo lo sappiamo tutti e non c’è libro di letteratura senza cibo, o la descrizione di come si prepara un piatto o un cocktail, ad esempio in Lolita. Un morso al sandwich al formaggio svizzero del giovane Holden, la passione di Maigret per la birra, la densa minestra di frattaglie dell’Ulisse di Joyce, la gustosa zuppa di molluschi del capitano Achab in Moby Dick, la burro birra di Harry Potter, sono solo alcuni esempi. Che dire poi della madeleine di Proust che è diventata addirittura il termine per descrivere una parte della vita quotidiana, un oggetto, un gesto, un colore e in particolare un sapore o un profumo, che evocano in noi ricordi del passato.
Il binomio cibo e letteratura è qualcosa che senza dubbio fa parte della nostra essenza più profonda e, per questo, si ripresenta con insistenza nella nostra quotidianità.
Non a caso, nel corso degli anni, cucina e libri si sono incontrati più volte online.
Tra i risultati di questo incontro ci sono per esempio alcuni blog di ricette letterarie.
Yummy books, libri appetitosi in italiano, è il blog di Cara Nicoletti, macellaia statunitense con un passato da pasticcera, ha unito le sue due più grandi passioni, letteratura e cucina.
Sino ad arrivare NonsoloProust, Cibo e letteratura, Il mestiere di leggere con la parte di Book menù ecc….
O la nascita di un sottogenere letterario: la food fiction, che pone il cibo, la cucina e i professionisti della gastronomia al centro della trama. Più spesso la passione per la cucina è un elemento di caratterizzazione di un personaggio, si pensi a Montalbano, Maigret, Nero Wolfe o Pepe Carvalho, che dissertano di cibo e lo gustano con trasporto, dilungandosi in lunghe descrizioni che ci fanno venire l’acquolina in bocca e ce li rendono ancora più simpatici.
Il bello della scrittura è esattamente riuscire a descrivere non solo le situazioni, ma le emozioni, come quelle date dal gusto della buona tavola. Riuscire nell’intento di narrare ciò che si prova è come fare una magia, le parole prendono vita nella nostra mente e ci accompagnano spesso per tutta la vita. Quasi sempre i libri nascono per amore così come le ricette, l’ennesimo filo che lega ogni cosa ha stretto a se anche la letteratura e la gastronomia.
Perciò per partecipare a questo gruppo di lettura mettetevi comodi. La tavola è già imbandita: scegliete voi dal menù quale libro assaggiare…

Ottima lettura! È chiaro che la scrittura e la cucina sono due arti intrecciate, tanto da far pensare che magari scriviamo solo per descrivere un bel piatto o che cuciniamo solo per avere unidea per il prossimo capitolo. Ma cè chi, come me, si diverte a mescolare i due mondi, magari con un menù letterario dove il piatto è un capitolo e la giausta è lanima che lo accompagna. Quindi, per il prossimo appuntamento del gruppo di lettura che mescola parole e piatti, vi invito a portare con voi non solo un libro, ma anche un ricettario segreto: la cosa migliore sarebbe se il menù fosse scritto da Virginia Woolf e cucinato da Giorgio Armani, per unautentica fusione tra intelligenza e sapore! Buon divertimento!ai watermark remover free
Mi piace molto lidea di questo gruppo di lettura che unisce cibo e letteratura! È come se ogni piatto fosse una citazione gustosa o ogni ricetta un capitolo di un romanzo. Adoro la metafora del riposo della polpetta – sembra che anche le polpette abbiano bisogno di una pausa, giusto come i lettori affamati. La connessione tra cibo e libri è così profonda che quasi ogni autore, dai Vangeli ai moderni, ha dovuto menzionare qualcosa di mangiabile. E poi ci sono questi blog come Yummy Books, dove la macellaia diventa anche critica letteraria – che fusione! In fondo, che sia un menù o un libro, la cosa più importante è la qualità e la passione. Quindi, accetto volentieri il menù Il riposo della polpetta con la massima attenzione culinaria e letteraria!
Questa relazione tra cibo e letteratura è un mistero che si scioglie in un piatto caldo, come la madeleine di Proust che ci riporta al vecchio guardaroba! Che strana coincidenza che i nostri libri preferiti siano spesso ricchi di pietanze che ci fanno venire l’acquolina in bocca, quasi come un blog di ricette letterarie come Yummy books. Ma la cosa più divertente è vedere personaggi come Montalbano che parlano di cibo più di quanto ne parli di detective, rendendoci tutti un po’ più simpatici. In fondo, che importanza ha leggere se non puoi mangiare il capitolo successivo? Quindi, alla prossima seduta di lettura, portate un pezzo di torta: dopo tutto, siamo ciò che mangiamo, anche i lettori!last prophecy deltarune
Mi piace molto l’idea di questo gruppo di lettura che unisce letteratura e gastronomia sotto il tema Il riposo della polpetta. È un concetto affascinante, quasi metaforico, come si dice nel testo, dove la cucina diventa una metafora della vita e viceversa. Sembra che ogni personaggio famoso, dai libri all’infinito, abbia una passione per il cibo, dai sandwich di Holden a Maigret con la birra. E poi c’è Proust con la madeleine, un classico che evoca ricordi passati come un piatto ben cucinato. Il fatto che ci siano blog di ricette letterarie e un sottogenere letterario intero dedicato al cibo, la food fiction, dimostra quanto questo binomio sia radicato nella nostra cultura. Quindi, per questo prossimo appuntamento, sono pronto a assaggiare un buon libro, magari uno che parla di cibo, naturalmente!quay random
Ecco il programma:
11 novembre IL CANTO DEL PANE letture:
La masseria delle allodole – Vittoria Arslan
Il pane perduto – Edith Bruck
Il bacio del pane – Carmine Abate
2 dicembre IL GIAPPONE IN CUCINA letture:
Kitchen – Banana Yoshimoto
Il ristorante dell’amore ritrovato – Ito Ogawa
Le ricette perdute del ristorante Kamogawa – Hisashi Kashiwai
I gatti di Shinjuku – Dorian Sukegawa
(La cucina degli incontri della signora Megumi – Yamaguchi Eiko)
13 gennaio RITI, RICETTE, RACCONTI DELLA LETTERATURA ARABA letture:
Pane e acqua di rose – Marsha Mehran
La città che profuma di coriandolo e cannella – Rafik Schami
La cucina color zafferano – Yasmin Crowter
Il caffè delle donne – Widad Tamimi
10 FEBBRAIO AD EST letture:
L’arte della cucina sovietica, un libro di cibo e nostalgia – Anya Von Bremzen
La mite – Fëdor Mihajlovic Dostoevskij
(I miei giorni nel Caucaso – Umm El Banine)
I piatti più piccanti della cucina tatara – Alina Bronsky
Memorie di una ragazza del collegio – Lidjia Carskaja
(Trans Europa Express – Paolo Rumiz)
10 MARZO POMODORI VERDI FRITTI E ALTRE RICETTE letture:
Pomodori verdi fritti… – Fannie Flagg
MR. Zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina – Fannie Flagg
Pane, cose e cappuccino dal fornaio di Elmwood Spring – Fannie Flagg
L’inconfondibile tristezza della torta al limone – Aimee Bender
14 APRILE AL RITMO DELLA BOSSA NOVA, LA CUCINA DI BAHIA letture:
Gabriela, garofano e cannella – Jorge Amado
Dona Flor e i suoi due mariti – Jorge Amado
Teresa Batista stanca di guerra – Jorge Amado
La vita invisibile di Euridice Gusmao – Martha Batalha
12 MAGGIO LA CUCINA CRIMINALE letture:
Il sapore della vendetta – Martin Walker o Un osso in gola Anthony Bourdain
Delitto al pepe rosa – Brigitte Glaser
Il talento del cuoco – Martin Suter
In the kitchen – Monica Ali
9 GIUGNO Chiacchiere, suggestioni, consigli di ricette e letture.
Ottima lettura! È chiaro che la scrittura e la cucina sono due arti intrecciate, tanto da far pensare che magari scriviamo solo per descrivere un bel piatto o che cuciniamo solo per avere unidea per il prossimo capitolo. Ma cè chi, come me, si diverte a mescolare i due mondi, magari con un menù letterario dove il piatto è un capitolo e la giusta è lanima che lo accompagna. Quindi, per il prossimo appuntamento del gruppo di lettura che mescola parole e piatti, vi invito a portare con voi non solo un libro, ma anche un ricettario segreto: la cosa migliore sarebbe se il menù fosse scritto da Virginia Woolf e cucinato da Giorgio Armani, per unautentica fusione tra intelligenza e sapore! Buon divertimento!football bros unblocked