LE DONNE DELL’ARANCIO AMARO

I personaggi donna dell’Arancio Amaro di Milena Palminteri hanno per la maggior parte un carattere molto forte.

Ambiscono a una vita diversa, a un rapporto con l’altro sesso paritario.

Sabbeda è una ragazza molto giovane e sola, senza la madre, se la avesse avuta, forse si sarebbe salvata.

Lei l’avrebbe messa in guardia verso quello a cui poteva andare incontro nelle campagne dei baroni.

Nel rapporto con i padroni, nella fattispecie, con ‘u baruneddu.

Sabbeda si innamora di un ragazzo, ma non si rende conto della distanza che c’è tra loro e del Pericolo a cui va incontro con la sua giovinezza e la sua bellezza.

Nonostante quello che subisce si trovano soluzioni per lei, per la figlia che partorisce.

Per quello che sarà il futuro della figlia riesce a entrare in compromessi con se stessa.

Lei non abbandona la figlia ma le assicura un futuro in una famiglia agiata, ricca e prestigiosa.

E trova il modo anche di far parte della vita di questa figlia, un modo dolce, carezzevole.

E quando questo futuro è in qualche modo minacciato, lei non si fa scrupolo di difenderlo arrivando anche ad estreme conseguenze come l’omicidio.

Trova un’altra vita in America; ricompone a San Diego un mondo come fosse la campagna di Girgenti con coltivazioni di alberi e di fiori. Quello che scrive nel suo testamento è qualcosa di veramente innovativo. Lei lascia tutto alla figlia, ma con il vincolo che di quella eredità ne usufruiscano le ragazze siciliane che arrivano in America e sono sole come lo era lei.

Queste ragazze possono avere così un futuro in questa Associazione dedicata a lei, ed è una speranza.

Quindi tutta la negatività di quella che era stata la sua vita di ragazza viene riscattata.

Nardina è una donna che vive male il mondo in cui è costretta a vivere.

Lei ambisce a un rapporto diverso col marito ,di parità, vorrebbe studiare aiutarlo nel suo lavoro.

Lei ha avuto tanto dalla madre: ha studiato in collegi prestigiosi, sposata a un nobile, ma lì si è fermata.

Un matrimonio che la elevata da figlia della “currera” a nobile. Il problema sorge per quelle che sono poi le convenzioni di quella società nobile di allora, lei non riesce a concretizzare le sue aspirazioni.

Lei non si realizza neanche con la venuta di questa bambina che lei non vuole, non accetta non riesce neanche ad amarla. Non è sua, non è di suo marito, è un’estranea. Tutto questo la fa ’soffrire, si ammalerà.

Nardina è una figura irrealizzata, non si realizza nella famiglia come madre, come moglie e neanche nel lavoro carlotta invece è un figura che si realizzerà in ritardo; lei sente che nella sua vita manca qualcosa.

Perde un padre che non è suo padre, perde un padre che non sa di avere, perde la madre, perde anche Nardina. Perde continuamente affetti, figure centrali di riferimento e questo la segnerà.

Una figura particolare e molto interessante e per certi versi moderna è la “currera”.

Lei è una donna indipendente, forte ha una sua attività che le rende anche molto.

Che certamente per l’epoca non viene riconosciuta per quello che è ma viene disprezzata salvo poi ricorrere a lei quando se ne ha bisogno. Ai nostri giorni forse sarebbe una faccendiera.

Con la sua attività riesce a risolvere problemi, riesce a elevare lo stato sociale della sua famiglia.

E’ una donna intraprendente, che conosce i mali di quella nobiltà, ma ci mette una pezza a modo suo.

Author: Lettrici x passione

Il nostro gruppo si compone al momenti di 13 elementi. Prediligiamo libri di narrativa, sia italiana che straniera

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