Un classico sta bene su tutto!

Una scrittura che scava, interroga, resiste.
Quaderno proibito ci ha conquistati.
Sintesi dell’incontro del gruppo di lettura “Vele di Carta” – novembre
Voto complessivo: 8,5/10
L’incontro dedicato a Quaderno proibito è stato uno dei più vivaci, sentiti e partecipati del nostro gruppo: segno evidente che il romanzo di Alba de Céspedes non solo ha catturato i lettori e le lettrici, ma ha saputo toccare corde profonde, ancora pulsanti nella contemporaneità.
Il libro è stato amato quasi all’unanimità. Nonostante sia ambientato negli anni Cinquanta, molti e molte hanno percepito la storia di Valeria come sorprendentemente attuale: una donna imprigionata in una quotidianità fatta di doveri, apparenze e ruoli prestabiliti, dove l’ipocrisia borghese tiene tutto in equilibrio mentre qualcosa di nuovo, rivoluzionario, tenta di emergere. Quella tensione, quel desiderio di libertà che trapela tra le righe, è stato letto come il segno del futuro delle donne, una promessa che stava per farsi strada proprio negli anni in cui si svolge il romanzo.
Tra gli elementi più apprezzati, la profondità del rapporto madre-figlia e il modo in cui l’autrice racconta il progressivo annullamento di Valeria all’interno del suo ruolo familiare: un annullamento quasi cercato, accettato, fino a diventare gabbia e identità insieme. Il finale — nel suo restare — ha aperto un acceso dibattito. Più di uno ha richiamato alla mente I ponti di Madison County, per quella scelta che non esplode ma pesa, e naturalmente è emerso anche il riferimento alla “camera tutta per sé” di Virginia Woolf, negata e desiderata come spazio di libertà interiore.
Ha colpito con forza anche la rappresentazione del lavoro femminile: trattato come elemento marginale, fragile, quasi accessorio, quando invece proprio lì si intravede la possibile emancipazione sociale e personale. Questo contrasto ha suscitato riflessioni sentite e attuali, segno che il romanzo ha ancora molto da dire sul presente.
Interessante il confronto con la lettura precedente, Dino Buzzati e Un amore. Là, il flusso continuo e ossessivo delle parole riproduceva il pensiero compulsivo di Dorigo; qui, la prosa piana, ordinata, riflessiva rimanda al gesto fisico del diario, alla necessità di fermare la realtà per comprenderla. Due modi opposti di raccontare l’inquietudine interiore, entrambi efficaci ma profondamente diversi.
In conclusione, Quaderno proibito non è stato solo un libro apprezzato: è stato un libro che ha lavorato, che ha interrogato, che ha generato pensiero. Un romanzo destinato non solo a conquistare, ma a rimanere, ad aprire spazi critici nel lettore di oggi proprio come faceva settant’anni fa.
Come hanno concluso i lettori di Vele di Carta: “Tra ipocrisia borghese e desiderio di libertà,
la storia di Valeria ci parla ancora oggi.”
📅 Gli incontri si tengono una volta al mese, il sabato mattina, alla Biblioteca Civica di Caorle. Scopri qui il prossimo appuntamento: https://fb.me/e/6aHKXdXxM
Ti aspettiamo: perché un classico sta bene su tutto.

Che bella recensione! 📖✨ “Quaderno proibito” sembra un romanzo capace di parlare ancora oggi, con una scrittura che tocca temi universali come libertà, identità e ruolo della donna. Mi piacerebbe partecipare a un incontro del gruppo “Vele di Carta” per discuterne insieme! 💬📚