Riepilogo dell’incontro del 12/03/2025
🏡 Jalna / Mazo de la Roche
Il romanzo racconta le vicende della numerosa famiglia Whiteoak, ambientate nella casa di campagna che dà il titolo all’opera. L’inizio, con la presentazione ironica e vivace dei vari membri della famiglia, ha incuriosito il gruppo, ma l’interesse è andato scemando nella seconda parte, dove la trama assume toni da telenovela, con intrecci sentimentali e scambi di partner tra fratelli.
Una narrazione scorrevole, ma sbilanciata Pur riconoscendo la fluidità della scrittura, il gruppo ha criticato la scelta di concentrare l’intera narrazione sulla casa — prigione simbolica — senza alcuna descrizione del contesto esterno. Inoltre, alcuni personaggi introdotti con vivacità, come Wakefield (sempre pronto ad elaborare un piano pur di non studiare), la nonna e gli zii, vengono abbandonati a favore di relazioni amorose e descrizioni stucchevoli.
Wakefield: il vero protagonista mancato Wakefield, con cui si apre il romanzo, è stato considerato il personaggio più interessante. Le sue marachelle iniziali tengono viva la narrazione, ma la sua scomparsa coincide con il calo di coinvolgimento del lettore.
Romanzo d’appendice più che saga familiare E’ stato proposto di definire Jalna non come il primo capitolo di una saga, ma come un romanzo d’appendice, incentrato sulla vita sentimentale dei personaggi. Il finale, infatti, non suggerisce alcun seguito, e la struttura richiama più la serialità melodrammatica che la costruzione epica di una saga.
🌍 L’allegra Apocalisse / Arto Paasilinna
Il romanzo ha divertito e coinvolto la maggior parte del gruppo. La storia di Eemeli, che costruisce una chiesa e un cimitero seguendo le volontà del nonno, si trasforma in una narrazione surreale in cui prende forma una comunità autosufficiente, capace di prosperare mentre il mondo esterno collassa.
Assurdo credibile e satira pungente Le situazioni paradossali — un orso operato al cuore, l’Angelo Volante, una bomba idrogeno trasportata su un carro trainato da buoi — sono rese credibili grazie alla maestria narrativa dell’autore. Il romanzo copre un arco temporale ampio (1980–2023) e affronta temi come la crisi energetica, la gestione dei rifiuti, l’emigrazione e la guerra, risultando sorprendentemente attuale.
Una comunità che resiste all’apocalisse I protagonisti sopravvivono perché vivono isolati, in una comunità autosufficiente dal punto di vista alimentare ed energetico. Questo ha aperto un acceso dibattito nel gruppo: è possibile realizzare una comune simile? Alcuni l’hanno vista come un’utopia desiderabile, altri come un’illusione incompatibile con le esigenze del mondo moderno.
Progresso vs. ritorno alla natura La discussione ha messo in luce due visioni opposte: da un lato, il desiderio di semplicità e autonomia; dall’altro, il riconoscimento dei benefici del progresso — energia, acqua, medicina, tecnologia — che permettono la sopravvivenza di miliardi di persone. La conclusione condivisa è che una comunità del genere potrebbe funzionare solo su scala ridotta, ma l’umanità, per sopravvivere davvero, deve affrontare e migliorare il XXI secolo, non fuggire.

Di Arto Paasilinna ho appena letto Un gruista in Paradiso, altrettanto farcito di paradossi e godibile fino alla fine!
Grazie mille del consiglio! Al gruppo era piaciuto molto anche “L’anno della lepre”