
Cuore nero di Silvia Avallone ha colpito positivamente il Circolo anche se con qualche distinguo. La storia di Emilia e di Bruno, di questi due immensi sensi di colpa che si incontrano e degli altri personaggi che li circondano è piaciuta e ha interessato. Ogni personaggio sembra rispondere ad una funzione precisa nella narrazione, è sembrato in questo senso un romanzo a tesi costruito su coppie di opposti/simili: Emilia e Bruno, il carcere e Sassaia, il padre e la direttrice, Bruno e Patrizia… anche se qualcuna di noi ha trovato questa costruzione un po’ artefatta così come la scelta di usare Bruno come voce narrante, e altre un po’ frettolosa la conclusione… la scelta di raccontare il carcere, in particolare il carcere minorile, e un delitto imperdonabile come quello commesso da Emilia ha permesso ad Avallone di scrivere un romanzo intenso e coinvolgente.
