Gruppo di lettura “ Lettrici per passione “ Biblioteca Armando Lucifero Crotone
Il soggetto del libro è la Cerchia, un piccolo gruppo di donne ciociare che, nell’unione tra loro, trovano la via per crescere insieme, sviluppando i talenti di ciascuna e lavorando insieme in un continuo miglioramento. La Cerchia infatti non è solo uno strumento di difesa, attraverso il quale contrastare gli ostacoli spesso frapposti da un ambiente decisamente patriarcale svalutante ed inibente, ma anche il luogo di un respiro più ampio che supera gli angusti spazi paesani per aprirsi al nuovo che le donne , prima degli altri, avvertono arrivare.
Le principali figure della Cerchia sono tre.
La prima, Peppina, rappresenta bene l’energia femminile e l’autorevolezza fattiva propria di molte donne di tutti i tempi. Camilla, sua allieva , è un vero esempio di resilienza, di riscatto. La Cerchia l’ha letteralmente guarita dalle ossessioni di cui era prigioniera dopo aver subito un grave abuso in tenera età da parte di suo zio. Le donne l’ avevano spinta a parlare, sciogliendola dall’irrigidimento che la paralizzava e restituendola , grazie alla mancanza di pregiudizi, e attraverso una affettività che può fare a meno delle parole, al desiderio di donarsi di nuovo, come moglie e come madre.Infine Viola, la figlia più giovane di Camilla e sua erede nelle pratiche di medicina naturale, è un vero esempio di emancipazione ottenuta a prezzo di una rinuncia sofferta, ma necessaria.
Del resto la sofferenza femminile è il tema che attraversa tutto il romanzo, esprimendosi in un linguaggio, specialmente all’inizio, cupo ed acre che fa eco alla sensibilità offesa di Camilla. Successivamente la scrittura si quieta, via via che la cerchia restituisce la salute psichica a Camilla e il benessere al gruppo. Le tre donne si occupano non solo di erbe medicinali, presiedono anche ai parti, e vengono chiamate a “chiudere gli occhi” ai moribondi, lenendo i dolori che entrambi gli eventi portano con sé. Conoscono bene la sacralità di questi momenti e ne garantiscono l’osservanza da parte di tutti.
Una visione ben diversa da quella odierna, in cui la delega ad “esperti” lasciano sole le persone proprio nei momenti più importanti della vita, fuorviandone il senso più profondo. Non si tratta di un ritorno al passato; Cosima , sul punto di partorire, si rivolge alle donne della cerchia. Tutte cercano di orientarla verso l’ospedale che garantirebbe migliori attrezzature e maggiori possibilità di successo. Non si tratta di aggrapparsi ad una tradizione ma di conciliare progresso e umanità, cosa tuttora non raggiunta.Forse Viola che farà medicina, ma è erede anche di pratiche antiche lotterà per questo. Forse è questa la lotta a cui si riferisce l’ autrice in cui avremo sempre con noi “ la femminanza” con la sua vocazione all’unione, all’affettività, alla relazione, la lotta per portare l’ umanità alla integrazione di tutte le sue parti, del cuore e della mente, del corpo e dell’anima, per il vero progresso di tutti.
