Lasciami andare, madre / Helga Schneider ; Prenditi cura di lei / Kyung-Sook Shin

Riepilogo dell’incontro del 14/05/2025

🤱Lasciami andare, madre / Helga Schneider

Il romanzo autobiografico di Helga Schneider racconta l’ultimo incontro dell’autrice con la madre, che l’aveva abbandonata all’età di quattro anni per unirsi alle SS. Nonostante sia un romanzo potente con alcune descrizioni brutali ed emotivamente impegnativo, il libro è scritto con uno stile fluido e sintetico che ne facilita la lettura.

Madre e figlia: tra condanna e bisogno di contatto Il cuore del romanzo è il rapporto madre-figlia, segnato da una duplicità dolorosa: da un lato, Helga cerca di rinnegare la madre per le atrocità commesse; dall’altro, non ha mai superato l’abbandono e continua a cercare un contatto, una spiegazione, un pentimento. Il gruppo ha discusso a lungo il tema dell’abbandono, interrogandosi su quanto siamo disposti a perdonare e su quali siano i limiti dell’indulgenza.

Ideologia e responsabilità personale È emersa una riflessione profonda sul potere delle ideologie e sul modo in cui influenzano le scelte individuali. È stato citato l’esempio di Santa Rita da Cascia, che pregò per la morte dei figli e fu comunque canonizzata: un gesto incomprensibile alla sensibilità moderna, ma che dimostra quanto la cultura del tempo possa condizionare il giudizio morale.

Una testimonianza storica al femminile Il romanzo è stato apprezzato anche per il suo valore documentario: offre uno sguardo diretto su un’epoca drammatica, evidenziando le condizioni dei bambini tedeschi sfollati e le atrocità nei campi di concentramento, con particolare attenzione alla sofferenza delle donne ebree — spesso trascurata nella narrazione storica.

🐮Prenditi cura di lei / Kyung-Sook Shin

Il romanzo coreano ha suscitato un dibattito intenso, sia per la sua struttura narrativa — che alterna punti di vista in prima, seconda e terza persona — sia per il tema centrale della maternità. Ogni personaggio ricorda la madre scomparsa, rendendosi conto di quanto l’abbiano sempre data per scontata.

La madre come presenza silenziosa All’apparenza, la madre sembra assente, ma il gruppo ha interpretato la figura del narratore onnisciente come la madre stessa, che osserva i suoi figli anche da morta. Il romanzo è stato definito triste, ma anche profondamente umano: la madre, descritta come una donna dagli “occhi gentili di mucca”, ha seminato bontà e cura, e i suoi gesti continuano a vivere nei ricordi dei figli e delle persone che ha aiutato.

 Il limite dell’annullamento materno Il gruppo ha discusso se e quanto una madre debba annullarsi per i figli. Il rimpianto dei personaggi per non aver contraccambiato l’amore ricevuto ha aperto una riflessione sul ruolo della madre nella società e sulla sua invisibilità.

Un finale che commuove Il momento in cui la figlia maggiore, davanti alla Pietà di Michelangelo, pronuncia le parole “Prenditi cura di lei” è stato interpretato come una richiesta alla Madonna di prendersi cura della madre, accettando alla fine la sua morte. 

📚 Altri titoli consigliati 

  • The Farewell, Una bugia buona
  • La zona d’interesse
  • La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler

Author: GDL Cerro al Lambro

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