Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Tra le più celebri opere italiane conosciute all’esterno (anche grazie al meraviglioso film di Visconti) Il Gattopardo rappresenta un esempio di romanzo familiare inserito in un contesto storico ben definito, ma ciononostante lontano da esso. Tomasi di Lampedusa tratteggia la storia del proprio bisnonno, il principe Fabrizio Salina, e della sua discendenza, destinata al declino nel contesto di un cambiamento storico che stravolgerà l’equilibrio politico della Sicilia: l’Unità d’Italia.Tuttavia nel romanzo la cornice storica viene sempre accennata, senza mai emergere del tutto, se non solamente dai racconti di Tancredi. L’unico contatto ravvicinato con gli scontri e le sommosse che flagellano la terra sicula, si trova nelle prime pagine del romanzo con la figura del giovane senza vita trovato da Fabrizio nel suo giardino. L’orrore di quel periodo entra con prepotenza nel mondo agiato del principe Salina, ma senza lasciare una traccia troppo incisiva. Del resto, l’obiettivo dell’autore è raccontare gli ultimi momenti di gloria di quella famiglia aristocratica siciliana prima del suo inevitabile declino, non quello di proporre un romanzo storico.

Tanti sono i temi individuati dai lettori all’interno di quest’opera: l’ascesa della borghesia (rappresentata da Angelica), il declino dell’aristocrazia (incarnato da Fabrizio, il “vecchio leone” e ribadito dalla macabra fine del cane di famiglia, Bendicò) e l’immutabilità del popolo siciliano. Nel dialogo tra Chevalley e Fabrizio viene tratteggiato con precisione il carattere dei siciliani, un popolo da secoli abituato a domini stranieri, ma che nonostante ciò non si è mai sottomesso del tutto, rimanendo come in un limbo di immobilismo mascherato da perfezione: “Siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti: la loro vanità è più forte della loro miseria; ogni intromissione di estranei sia per origine sia anche, se si tratti di Siciliani, per indipendenza di spirito, sconvolge il loro vaneggiare di raggiunta compiutezza, rischia di turbare la loro compiaciuta attesa del nulla”.

Quello su cui tutti i lettori si sono trovati d’accordo è la capacità di Tomasi di Lampedusa di riportare un quadro preciso della vita di una famiglia siciliana del XIX secolo con un linguaggio curato nei minimi dettagli, a dimostrazione dell’attenzione con cui quest’opera è stata prodotta.  

(Durante Valentina del gruppo “LEGGER…mente”

Author: LEGGER...mente della biblioteca di Pianezza

Per partecipare è necessario essere iscritti in una biblioteca BI.TO (Biblioteche Integrate del Torinese) e comunicare alla biblioteca di Pianezza l'intenzione di partecipare agli incontri. Ci si trova una volta al mese per discutere il libro scelto. Gli incontri avvengono mensilmente, il venerdì pomeriggio alle 17,00 o, in alternativa, il sabato mattina alle 10.00, a seconda della preferenza espressa in fase di iscrizione. I partecipanti appartengono a diverse fasce d'età (dai 35 agli 80 anni circa) e a diversi livelli di scolarizzazione. Non c'è obbligo di intervenire nella discussione, né di terminare la lettura del libro, se non è gradito (o se non si riesce).

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