
Il libro è ispirato ad un caso di cronaca: l’uccisione di Gisella Orrù a Carbonia nel 1989. A differenza di altri libri letti dal circolo questo ha visto una maggioranza di pareri negativi e una minoranza di pareri positivi. Aldilà del caso di cronaca – con una giovanissima ragazza uccisa, due condannati di cui uno suicida e l’altro sparito dopo la sua scarcerazione e gli innumerevoli aspetti oscuri della vicenda – il libro risulta davvero mal riuscito. I due personaggi principali (Ermes Calvino e Lorenzo Roccaforte) sono esagerati e per niente realistici a cominciare dal loro linguaggio (un romano senza alcun appiglio con la realtà) fino alle loro vicende personali, hanno irritato più una di noi. Escludendo le pagine che li vedono protagonisti, la risoluzione del giallo si intuisce abbastanza presto e nel complesso ci è sembrato anche presuntuoso, perché appesantire così una storia che di per sé aveva molto da dire e da mostrare? Una grande delusione da un autore invece molto amato, tanto che alcune di noi hanno comunque deciso di dargli un’altra possibilità e proveranno a leggere uno dei libri delle serie finora pubblicate.
