Riepilogo dell’incontro del 28/02/2024
La lettura di Non buttiamoci giù di Nick Hornby ha suscitato reazioni variegate all’interno del gruppo. In generale, il romanzo è stato apprezzato, seppur con qualche riserva. Solo pochi lettori lo hanno trovato davvero coinvolgente, mentre le critiche si sono concentrate soprattutto sulla struttura narrativa e sul linguaggio.
Una narrazione a quattro voci La suddivisione del romanzo in capitoli narrati dai quattro protagonisti — Martin, Maureen, Jess e JJ — ha reso la lettura talvolta confusionaria. Il continuo cambio di punto di vista, se da un lato offre una prospettiva polifonica e dinamica, dall’altro ha richiesto uno sforzo maggiore per seguire la trama. Anche il linguaggio, spesso scurrile e diretto, è stato giudicato eccessivo da alcuni lettori.
Tragicommedia esistenziale Nonostante le criticità, il romanzo ha offerto numerosi spunti di riflessione. Il tono tragicomico, la presenza di personaggi improbabili e la struttura quasi cinematografica — non a caso il libro è stato adattato in un film — hanno reso la lettura vivace e originale. Hornby riesce ad alternare momenti di comicità esilarante con il tema delicato del suicidio, dando voce a personaggi brutalmente onesti nella loro sofferenza.
Empatia e dissonanze Il personaggio che ha suscitato maggiore empatia è stato Maureen, considerata la figura più positiva e “vincente” del romanzo. Il suo incontro con gli altri tre protagonisti le permette di riattivare il tempo della sua esistenza: alla fine, è l’unica che trova una nuova serenità nel lavoro all’edicola e nel gruppo di giochi a quiz. Al contrario, Jess — pur essendo il motore della trama — è stata poco apprezzata per il suo linguaggio volgare e la personalità ritenuta insopportabile.
Dolore e relativismo dei valori Il romanzo ha stimolato una riflessione profonda sul relativismo delle scale di valori e su come, in uno stato di depressione, la percezione del dolore possa diventare distorta. I quattro protagonisti arrivano sul tetto con motivazioni diverse: Martin ha distrutto la sua carriera per una relazione con una minorenne; Maureen si sente inutile perché non può guarire suo figlio Matty; Jess è tormentata dall’incertezza sulla sorte della sorella; JJ è schiacciato dal fallimento del suo sogno musicale. Il romanzo non propone una gerarchia del dolore, ma mostra come il dialogo e il senso di comunità possano trasformare la solitudine in condivisione e la disperazione in una forma di famiglia.
📚 Altri titoli consigliati sull’argomento
- Ragioni per continuare a vivere di Matt Haig — una testimonianza autentica sulla depressione
- Alta fedeltà di Nick Hornby — per chi vuole esplorare ulteriormente lo stile dell’autore
- La grande abbuffata di Marco Ferreri
- La vita è meravigliosa di Frank Capra
- Il primo giorno della mia vita di Paolo Genovese
- Non buttiamoci giù — il film tratto dal romanzo, per chi desidera fare un confronto
