
VIAGGIANDO LUNGO LA ROTTA BALCANICA
Qui la Bosnia non è un paese: è una condizione dell’anima. Vivere a Dublino da anni non basta a Sara, giovane traduttrice bosniaca, protagonista del romanzo, per recidere il legame con il suo paese.
Lana Bastašić scrive un romanzo che è un viaggio nella memoria che si sfalda, attraverso un paese sprofondato nell’oscurità e nelle nebbie, spinto dall’impeto vivido e umano del voler conoscere la verità.
Ha colpito molto i nostri lettori la volontà di Sara di, quasi, cancellare la sua identità, una volta trasferitasi in Inghilterra, per poi, invece, alla chiamata della vecchia amica Lejla, scoprire, improvvisamente come, nonostante tutto, la Bosnia sia parte di lei. Così, dopo dodici anni di silenzio, l’amicizia riprende il suo corso, in modo prepotente, quasi vendicativo.
Sara e Lejla, senza parlare del passato, iniziano un viaggio in macchina che serve a raccontare un viaggio in fondo senza meta in un paese senza strade. Le due amiche partono per non arrivare mai, come pare non essere arrivata da nessuna parte la Bosnia, ancora irrisolta dopo la guerra degli anni ’90.
Una storia di sopravvivenza e di ingiustizia: come si sopravvive a una guerra? All’ingiustizia di appartenere o meno alla parte “sbagliata” di un paese, di un’etnia, di una società? (quanto attuale è ancora questa domanda) Ma è anche una storia sull’amicizia, sull’identità e sui legami, e proprio queste sono state le parole che più hanno aggregato le sintesi dei nostri lettori.
Sara e Lejla si riconoscono ancora, nonostante gli anni e i cambiamenti, alternando nostalgia e repulsione, mentre noi capiamo quanto sia facile travarsi dalla parte sbagliata, far parte di quelli che la guerra ferisce, ma di cui la Storia non parla.
Come di consueto lasciamo un voto complessivo, media di ogni voto espresso dai partecipanti alla discussione: 6 e 1/2.
Lana Bastašić, bosniaca, è nata nel 1986 a Zagabria, ma è cresciuta a Banja Luka. Ha pubblicato due raccolte di racconti, un libro di storie per bambini e una raccolta di poesie. Con Afferra il coniglio (Nutrimenti 2020), suo primo romanzo, ha vinto l’European Union Prize for Literature 2020 ed è entrata nella selezione finale del Premio Nin, il più importante riconoscimento letterario per opere in lingua serba. Vive a Belgrado.
