Riepilogo dell’incontro del 31/05/2023
La lettura de L’arte della gioia di Goliarda Sapienza ha rappresentato una sfida per il gruppo: solo quattro partecipanti sono riusciti a portarla a termine. Il romanzo, monumentale e controverso, ha diviso le opinioni, suscitando reazioni forti e contrastanti.
Una narrazione audace e disturbante La difficoltà principale è stata la crudezza di molti episodi e la trasgressione spinta all’estremo, che ha messo a disagio diversi lettori. La trama appare frammentata e complessa, con una moltitudine di personaggi e dialoghi spesso difficili da seguire, sia per la costruzione sintattica che per la logica temporale. In alcuni punti, il romanzo assume i tratti di un’opera sperimentale, con l’inserimento di parti teatrali, estratti di diari e frequenti salti temporali.
Modesta: un personaggio fuori dal tempo Nonostante le difficoltà, è emersa una forte ammirazione per la protagonista, Modesta, figura di straordinaria modernità. Nella Sicilia arcaica e patriarcale in cui è ambientata la storia, Modesta riesce a vivere secondo le proprie regole, libera da sensi di colpa, rimorsi o imposizioni sociali. Il suo percorso di autodeterminazione, in cui il piacere e il benessere personale diventano guida e misura, ha colpito per la sua radicalità e coerenza. In lei si intravede molto della stessa Sapienza, che ha riversato nel personaggio la propria visione del mondo e della libertà.
Storia e romanzo: un intreccio consapevole Un altro elemento apprezzato è il legame tra le vicende personali e il contesto storico. La “Storia con la S maiuscola” entra nel romanzo in modo diretto, influenzando le scelte dei personaggi e lo sviluppo della trama. Questo intreccio conferisce profondità e realismo all’opera, rendendola anche una testimonianza del Novecento italiano.
Il senso della gioia Il titolo, enigmatico e provocatorio, è stato oggetto di riflessione. Nella parte finale del romanzo, la parola “gioia” ricorre con insistenza, e il brano conclusivo offre una chiave di lettura potente e poetica. È stato letto e discusso insieme, lasciando un segno profondo:
“No, non si può comunicare a nessuno questa gioia piena dell’eccitazione vitale di sfidare il tempo in due, d’essere compagni nel dilatarlo, vivendolo il più intensamente possibile prima che scatti l’ora dell’ultima avventura. […] Mi trovo a pensare bizzarramente che la morte forse non sarà che un orgasmo pieno come questo.”
Queste parole racchiudono il senso ultimo del romanzo: la gioia come intensità vitale, come sfida al tempo, come libertà assoluta di vivere e amare.
