“La mia casa altrove” di Federica Marzi

Amila, giovane bosniaca, e Norina, esule istriana, vivono a Trieste, emblematica città di confine, terra di approdi e drammatiche partenze. Le loro vite si incrociano durante un’estate, e da questo incontro nasce un romanzo in cui si racconta un grande amore di gioventù, la rivalità fra due anziane sorelle divise dall’emigrazione, la ricerca delle proprie origini e la possibilità di pensare sempre a un nuovo inizio.

“Norina capì che non c’era amore senza terra”: Federica Marzi ha scritto un libro che ha il valore della testimonianza, per rendere visibile il punto dove la grande Storia diventa storia individuale e da qui partire per farsi delle domande, attraverso un doppio piano del racconto, che si muove da Trieste, all’Istria, ai Balcani, nell’intersecarsi della storia di Norina e Amina. due donne lontane, ma vicine, che si percorrono e percorrendosi attraversano la storia e i destini dei loro popoli. Fondamentale il ruolo della terra, a cui guardare sempre, per cercare dove ripiantare le proprie radici, perché “se una casa è casa tua, la puoi anche lasciare”, rimando al pavesiano “un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via”.

Due i sottotitoli che il nostro club regala a questo romanzo e che ben rappresentano i pareri netti e contrastanti usciti dalla discussione animata. “Un’occasione persa”, perché la descrizione dei personaggi, luoghi, fatti ed eventi storici, luoghi comuni su Trieste e sui triestini, sono sembrati, a molti di noi, lasciati un po’ in sospeso, senza la spiegazione desiderata. Critica mitigata dall’esser un’opera prima, con un tema interessante che aveva creato molte aspettative, non mantenute. “L’umanità e la curiosità” , perché non essendo un romanzo storico, ti spinge alla ricerca d’informazioni sulla guerra nei Balcani, per capire di più. La scrittura è scorrevole e i personaggi ben descritti. La sua lettura lascia una grande umanità e curiosità: di capire, di cercare, anche fisicamente, dove si trovano questi paesi, case, strade. Si descrivono le storie di un’umanità sospesa, senza patria, casa, senza radici e la sospensione è quello che ben comunica la scrittrice.

Il papà di Amina e Mariano sono i personaggi che hanno riscosso, da tutti i lettori, maggiore affetto ed interesse.

Come di consueto lasciamo un voto complessivo, media di ogni voto espresso dai partecipanti alla discussione: 6 e 1/2

Author: Vele di Carta della Biblioteca Civica di Caorle

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